Ducato di 

Santo Stefano 

STORIA DEL DUCATO DI SANTO STEFANO

 La storia del Ducato è centrata sulla figura del “Duca della Pignata” un curioso personaggio realmente vissuto a Verona alla fine del secolo scorso. Siro Zuliani (così si chiamava) era un semplice impiegato d'una ditta veronese che nonostante il modesto stipendio si mise in più occasioni in luce tra gli abitanti del suo quartiere, il rione di Santo Stefano dov’era nato il 9 gennaio 1852. Nel 1882 Zuliani offrì alla città un bellissimo pallone aerostatico e ne annunciò la partenza dall’Arena di Verona come la fantastica ascensione del Duca di Saint Julien; la trovata ebbe successo e fruttò al suo autore il titolo scherzoso di Duca. Queste ed altre elargizioni pubbliche incuriosirono i veronesi, tra i quali cominciò a girare la leggenda che egli avesse trovato nelle cantine della propria casa una pignatta colma di marenghi. Zuliani stette al gioco e fece esporre in una vetrina cittadina una colossale pignatta con la scritta “Ecco la vera pignatta trovata dal Duca di S. Stefano”. Questa dunque fu l’origine del titolo e dell’emblema del duca della pignata.

Nel  gennaio del 1884 egli costituì un Comitato per il Baccanale di S. Stefano ed originale fu l’idea di conferire delle decorazioni, modellate sulle onorificenze che i sovrani (veri) del tempo elargivano ai loro sudditi; nacquero  così la Commenda e la Croce di Cavaliere, che imitavano l’ordine di S. Stefano d’Ungheria. Nel giorni successivi in pieno periodo carnevalesco l’attenzione dei veronesi per le iniziative del Ducato crebbe a dismisura fino ad arrivare a celebrare una vera festa del Ducato il Lunedì successivo al Venerdì gnocolar. La festa del “Luni pignatar” riscosse un successo trionfale: in pratica tutta la città, con le autorità in testa, accorse a S.Stefano, dove il Duca Zuliani conobbe la propria apoteosi.

Il Carnevale di S.Stefano, per il suo sfarzo a fu oggetto di ammirazione e di commenti. Ma di lì a poco si verificava un avvenimento tragico: il Duca, nella notte del 20 marzo, si suicidava in un albergo di Mantova. Allora come oggi, apparve ragionevole supporre che, per pagare le spese del Carnevale, Zuliani avesse contratto una serie insostenibile di debiti  (aveva vinto al lotto diecimila lire cinque anni prima: era quella la sua pignata) e da integerrimo gentiluomo dell’Ottocento aveva evitato il disonore con un colpo di pistola.

La morte di Siro Zuliani non ne cancellò il ricordo e negli anni sucessivi la festa si organizzò ancora, seppur in tono minore. La ripresa definitiva avvenne solo nel 1948, in una città che ancora portava i segni dei bombardamenti. In quell’occasione assunse il ruolo di Duca Angelo Germani stabilendo il principio, tuttora vigente,  della ereditarietà del titolo. Da allora il Carnevale di S. Stefano non ha più conosciuto interruzioni; si è anzi arricchito di iniziative e di nuove figure, tra le quali spicca quella del Dio de l’Oro. La “corte pignatara”, guidata per oltre trent’anni da Angelo Germani, dal 1990 vede nel ruolo di Duca Gianfranco Ballini nostro caro amico e cliente del Caffè Monte Baldo. Il Duca, che indossa mantello e cilindro di colore azzurro, è circondato dai suoi dignitari e dalle Dame, tutti rigorosamente abbigliati secondo la foggia di fine Ottocento.

L'Osteria Caffè Monte Baldo sostiene la cultura e le tradizioni, ed il 14 gennaio 2018 con la manifestazione che si è tenuta al nostro Ristorante La Piazzetta, è iniziata una felice collaborazione, seguita a un'amicizia già preesistente, con il Ducato di Santo Stefano, ente che promuove le tradizioni storiche della città di Verona.

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